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marzo 30, 2018by admin0

Tra le diverse tradizioni il giorno di Pasqua, c’è sicuramente quella di fare una colazione abbondante, costituita da cioccolato, corallina, torta al formaggio, colomba..

Questo perché, secondo religione, i giorni precedenti la Pasqua dovrebbero essere dei giorni di “restrizione”.

Oggi vi propongo un dolce facile, veloce e con qualche richiamo alla “Colomba Pasquale”, in realtà, con queste dosi ne viene fuori una porzione abbondante, che può essere divisa in due tazze più piccoline.

Ho usato degli ingredienti diversi dal solito, per alcune loro proprietà:

la farina FIBERPASTA e lo ZUCCHERO DI COCCO per il loro basso indice glicemico.

Per una MugCake da condividere:

70g di farina FiberPasta

30g di farina di mandorle

un cucchiaino di lievito per dolci

10g di arancia candita

25g di olio di cocco o EVO

scorza di un limone

vaniglia in polvere

un goccio di latte

85g di albume

Unire tutti gli ingredienti direttamente in tazza fino ad ottenere un composto morbido.

Cuocere in forno a microonde per 4-5 minuti.

Sfornare e gustare!

 


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febbraio 28, 2018by admin0

“Le uova mi piacciono, ma le evito, sa.. per il colesterolo”

In realtà le uova contengono molto più del cattivissimo colesterolo; le uova di gallina, quelle più consumate,contengono proteine di alta qualità e in quantità, quindi tutti gli amminoacidi essenziali che l’organismo non è in grado di produrre, oltre a vitamine (A,B6,B12) e minerali (colina,ferro,calcio,fosforo,potassio).

E il colesterolo? Un uovo ne contiene all’incirca 200 mg,per cui, stando ai valori stabiliti, con due uova, saremmo già fuori dal range consentito di 300 mg. La presenza delle lecitine però favorisce il trasporto del colesterolo dalle arterie al fegato, potenziando quindi l’attività delle Hdl, ossia il colesterolo BUONO. Inoltre le uova, (tranne che fritte o eccessivamente cotte), sono facilmente digeribili.

Inseriamo quindi le uova nella nostra dieta, di buona qualità, biologiche, che sia a colazione, a pranzo, a merenda, come volete!

Che sia una frittata dolce con un frutto o un toast con un uovo…In fondo Emma Morano ha dichiarato che uno dei suoi segreti della vita ultracenteneria era proprio mangiare 3 uova al giorno!


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febbraio 27, 2018by admin0

Tutti i tipi di salmone sono uguali? Quali sono le differenze tra quello di allevamento e quello selvaggio? Attualmente, è molto più diffuso il salmone di allevamento e sempre più raro quello selvaggio. Nell’Oceano Atlantico, ritroviamo una sola specie di salmone (il salmo salar), nel Nord Pacifico ci sono invece ci sono sei specie di salmone di cui cinque pescate.
Queste sono:

Salmone reale: È la specie più grande dell’Alaska. È possibile acquistarlo fresco per 9/10 mesi all’anno oppure affumicato e congelato, in pezzi interi o in filetti.

Salmone rosso: ha dimensioni medie ed è più sottile.Le sue carni sono di un colore rosso intenso ed è più compatta.

Salmone argentato: è il più simile al Salmo Salar dell’atlantico, è il più popolare in Europa.

Salmone Keta: ha un sapore delicato e un prezzo conveniente.

Il salmone si può pescare con pesca troll: ossia con lunghe lenze oppure con le reti in mare aperto.

La gran parte del pesce che abbiamo in Italia, proviene dalla Norvegia,ma può essere anche irlandese,scozzese,cileno.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di salmone di allevamento, proprio per la scarsa disponibilità di salmone selvaggio.

Quando si può, accettando il fatto che quest’ultimo avrà sicuramente un prezzo più alto ( a partire dai 50€ al kg all’incirca), è meglio scegliere questa varietà, e magari prestare attenzione all’etichetta, la “salatura a secco” ci assicura qualità organolettiche migliori poiché significa che non è stata usata salamoia. Inoltre, l’etichetta ci dice anche come viene affumicato : “con legno di faggio,quercia..” e ciò sta ad indicare che è stata utilizzata la tradizionale tecnica di affumicatura e non tramite l’uso di distillati di fumo liquido (metodo più conveniente, perché il salmone non perde peso).

Il contenuto lipidico è inferiore dai 2 ai 4 g per 100g contro 10/13 del salmone di allevamento, ed ovviamente, presenterà meno inquinanti o residui di eventuali antibiotici. Entrambi sono fonte di Omega3, ma pensare di assumerne abbastanza solo con l’introito di salmone è un utopia, in alcuni casi è necessaria un integrazione con dei buoni prodotti, che abbiano almeno certificazione IFOS.

In generale, consiglio il consumo di pesce di taglia “grande” una-due volta a settimana a seconda dei casi; è buonissimo insieme ad una salsa di avocado a comporre un toast, o il trancio al forno con una salsa tzatziki di accompagno, o al curry cotto con latte di cocco!


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febbraio 12, 2018by admin0

Il caffè.

Kit base di sopravvivenza per lo studente universitario in crisi, odore di casa per ogni italiano lontano da casa, il vero buongiorno per molti.

Spesso la domanda è: ma il caffè posso berlo? quanti caffè?

Generalmente il problema non è mai il caffè in sé, ma lo zucchero aggiunto che si mette in ogni tazzina… soprattutto quando le tazzine sono molteplici. Considerando che di media, un cucchiaino sono 5g di zucchero, con soli 4 caffè al giorno, siamo già al limite di zuccheri aggiunti consentiti.

Al di là di specifiche patologie o disturbi per cui il consumo di caffè può essere sconsigliato ( per disturbi gastrici ad esempio, è sempre sconsigliato a stomaco vuoto ), il mio consiglio è quello di limitare il consumo a 3 caffè al giorno (evitando di arrivare in uno stato di sovreccitazione), meglio se amaro ovviamente, ma se proprio amaro non va giù, meglio non cercare scorciatoie con dei dolcificanti chimici, tanto vale usare quel cucchiaino di zucchero tanto temuto.

Ci sono diverse miscele di caffè, la varietà Robusta è più ricca di caffeina rispetto all’Arabica che è anche meno amaro al palato.

Inoltre, il caffè espresso contiene meno caffeina del caffè preparato con la moka,poiché la caffeina si libera in soluzione acquosa ( per questo il caffè Americano ne contiene ancora di più, sebbene organoletticamente sembri più leggero ).

I suoi benefici sono legati all’apparato cardiovascolare, grazie ai suoi polifenoli con potere antiossidante, può aiutare nella digestione poiché aumenta la secrezione acida della stomaco; è anche un buon aiuto contro il mal di testa per la sua azione vasocostrittrice.

Per i successivi caffè della giornata, meglio ricorrere al decaffeinato: si eviterà un eccessivo consumo di caffeina, mantenendo però l’assunzione di altre sostanze antiossidanti, gli acidi clorogenici che sono in grado di diminuire la risposta insulinica e l’assorbimento di glucosio.

Quindi, si al caffè a colazione, anche per risvegliare le facoltà mentali e cognitive, cercando di non aggiungere zuccheri!

 


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febbraio 11, 2018by admin0

Come rendere più dolce il mese dell’amore? Con dei dolcetti al cacao!

Per questa ricetta è previsto un ingrediente diverso dal solito: la patata dolce.

Occorrente:

  • 1 Patata dolce
  • 2 uova
  • 50g di olio di cocco
  • 30g di crema di nocciole 100%
  • 40g di cacao
  • 4 cucchiai di zucchero mascobado
  • 60g di farina integrale
  • 1/2 bustina di lievito per dolci

Pelare e rendere la patata a julienne con l’aiuto di una grattugia.

In una terrina unire gli ingredienti secchi, aggiungere poi le uova, l’olio di cocco e la crema di nocciole. Mescolare insieme alla patata e riporre negli stampini, cuocere a 180 gradi per 20-25 minuti.

Sfornare e servire.. eventualmente aggiungendo della mousse al cacao con acquafaba!

 


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gennaio 29, 2018by admin0

Conosciamo tanti metodi di cottura, spesso però usiamo quasi sempre le stesse tecniche, un po’ per abitudine, perché non ci pensiamo o magari non conosciamo alternative. In linea generale, si consiglia sempre di mangiare cibi non troppo cotti, in particolare le verdure (ma anche la pasta,ad esempio, se al dente presenta un indice glicemico più basso) per conservarne al meglio le proprietà.
Ogni metodologia di cottura ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi.

BOLLITURA
Si sottolinea spesso come questo metodo “rovini” l’alimento, causando perdita dei nutrienti, ed è vero. Per evitare ciò, è sufficiente cuocere l’alimento in poca acqua, ad esempio i legumi, che saranno anche più cremosi in questo modo. Oppure si può utilizzare l’acqua di cottura per qualche altro uso, dopo aver cotto le verdure, si può usare la stessa acqua per cuocere del riso o della pasta. Le verdure possono essere sminuzzate e cotte in poca acqua.

VAPORE
In questo modo, si conservano meglio i nutrienti, è una tra le cotture più salutari anche perché non prevede aggiunta di grassi. Per renderla una metodica perfetta, basta stare attenti a non stracuocere gli alimenti!

FORNO
Il calore arriva sulla superficie esterna e provoca la formazione di una crosticina che mantiene i succhi e i nutrienti dell’alimento, ancora meglio se parliamo di cottura al forno al cartoccio, dove l’alimento può cuocere nei suoi stessi succhi e senza aggiunti di grassi ( ad es un salmone al cartoccio condito prima con erbe aromatiche o spezie! )

STUFATURA
O cottura in umido, che prevede dei tempi lunghi che denaturano l’alimento, allo stesso tempo però, cuocendo nei suoi stessi succhi, vengono “recuperati” in parte quei nutrienti che sopravvivono alla cottura prolungata.

PENTOLA A PRESSIONE
Sicuramente ci fa guadagnare del tempo, soprattutto per alcuni alimenti ( come i legumi o i cereali integrali ). Riducendo i tempi di cottura, non va ad intaccare i nutrienti, anzi, alcuni studi ne evidenziano le proprietà conservative! Inoltre migliora la digeribilità di legumi e cereali.

GRIGLIA E PIASTRA
Non prevedono l’uso di grassi aggiunti, sono perciò di base, abbastanza salutari. Bisogna fare attenzione a non carbonizzare gli alimenti, per evitare che si producano sostanze tossiche.

MICROONDE
Può essere un’alternativa veloce per cibi di piccole dimensioni. Rispetto alle altre tipologie, lavora a temperature più basse, perché in realtà cuoce dall’interno verso l’esterno, sfruttando il moto delle molecole di acqua contenute nell’alimento,che produrrà quindi calore. Il cibo si riscalda quindi proporzionalmente al suo contenuto di acqua. Complessivamente, mantiene i nutrienti data la bassa temperatura a cui agisce e i tempi brevi.

FRITTURA
Cottura che avviene in un grasso, che sia olio vegetale o strutto o altro. Inoltre, possono formarsi sostanze nocive se non si presta attenzione alla temperatura di cottura. Può essere utilizzato saltuariamente come “stimolo” per il fegato, purché si utilizzi olio EVO ( che ha un punto di fumo di 210gradi ) alla giusta temperatura e si cambi spesso.

Come per gli alimenti, il consiglio è sempre quello di variare e sperimentare in cucina, per non annoiarsi mai e per assimilare sempre il meglio da quel che mettiamo in tavola!


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gennaio 22, 2018by admin0

Capperi!O per meglio dire, Capparis spinosa, facente parte della famiglia delle Capparaceae.

I capperi sono consumati fin dall’antichità, se ne parla nell’Antico Testamento, ed i romani li usavano per le salse di pesce.

La coltivazione è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, se ne mangiano appunto i boccioli, che devono essere raccolti prima della schiusura.

Si possono acquistare sott’aceto, in salamoia o sotto sale e si utilizzano in diverse preparazioni, spesso ad accompagnare un piatto di pesce o meglio ancora con olive e cipolle, tipico sapore mediterraneo. Insieme ad olive e filetti di acciughe, si compone una salsa provenzale, la Tapenade.

Per quel che riguarda l’utilizzo terapeutico, sono state attribuite proprietà diuretiche e protettive dei vasi sanguigni. Gli ultimi studi attribuiscono ai capperi, una vasta gamma di attività biologiche: antiossidante, antinfiammatori, antitumorali, antimicrobiche e antidiabetiche. In un recente studio,sono stati approfonditi gli effetti benefici degli estratti di C .Spinosa sul diabete. Diversi studi hanno mostrato l’attività anti-iperglicemica e ipolipemizzante. I meccanismi che lo consentono, comprendono la riduzione dell’assorbimento di carboidrati dall’intestino tenue, l’inibizione della gluconeogenesi nel fegato, l’aumento dell’assorbimento di glucosio da parte dei tessuti e la protezione / rigenerazione delle cellule beta. Questa pianta migliora anche i disturbi cardiovascolari, il danno epatico e la nefropatia (in modelli animali) del diabete, che sono attribuiti alle sue sostanze fitochimica antiossidanti,ossia i composti fenolici, i flavonoidi, i carotenoidi, tocoferoli e terpeni (Vahid H, et al. Bionde Pharmacother, 2017).

Insomma, non solo ottimi per insaporire le pietanze estive, ma anche molto promettenti in ambito terapeutico!

 

 


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gennaio 20, 2018by admin0

Il cocco. Per me un amore da sempre, non esisteva gelato da bambina che non avesse almeno una pallina di cocco.. o di dolce con farina di cocco. Il vintagissimo gelato dell’Antica Gelateria nella mezza noce a fine pasto al ristorante ( così anni 90! );Il primo viaggio ai Caraibi, che aveva tra i tanti scopi, quello di bere da una noce di cocco appena raccolta.
Dopo l’amore per il gusto, l’aspetto puramente edonistico, ne ho scoperto le proprietà.
Composto per la metà di acqua, contiene potassio, zinco, ferro, rame, fosforo ed altri minerali.
Ovviamente, si, contiene anche una buona quantità di grassi, all’incirca 35g per 100g di prodotto; questi grassi, sono acidi grassi a catena media (MCT), ossia, acidi grassi contenenti 6-12 atomi di carbonio. Nel cocco in particolare, è contenuto Acido Laurico, che essendo appunto a media catena, subisce un processo di digestione diverso rispetto agli acidi grassi a lunga catena ( ossia con più atomi di carbonio ), infatti non richiede l’azione emulsionante dei sali biliari, viene assorbito ed idrolizzato direttamente dalla mucosa intestinale. Questi acidi grassi inoltre, sembrano avere un azione antimicrobica poiché agiscono da inibitori della crescita batterica.

Cocco

Dal cocco si ricavano diversi prodotti alimentari, innanzitutto è bene distinguere tra acqua di cocco e latte di cocco: la prima è un liquido che si trova nella noce; il secondo si ottiene invece dal trattamento della polpa,che viene spremuta, addizionata di acqua e filtrata. L’olio si ottiene invece spremendo la polpa essiccata, questo viene utilizzato sia in cucina ( ottimo per preparare il pollo al curry!) o in cosmesi,personalmente l’ho utilizzato per struccarmi ed oltre ad avere un profumo fantastico, fa egregiamente il suo dovere!
In un piano alimentare, mi piace inserirlo come snack, per il suo alto potere saziante: che sia un pezzetto di cocco fresco, o come ingrediente di qualche ricetta, accompagnato ad uno Yogurt bianco, o uno yogurt fatto esclusivamente di latte di cocco (buonissimo!). Il cocco ha la capacità di abbassare i livelli di colesterolo LDL e i trigliceridi nel sangue, alza i livelli di HDL (il così detto colesterolo buono), migliora quindi il profilo lipidico; inoltre è ricco di polifenoli antiossidanti
Uno studio su dei topi da laboratorio, ha messo a confronto una dieta ricca di grassi e carboidrati, una ricca di carboidrati e di olio di cocco vergine per 16 settimane. Alla fine di queste, i ratti alimentati con olio di cocco, avevano perso peso, diminuito i livelli di glicemia e quelli di pressione arteriosa ( Panchal SK, Carnahan S, Brown L ). Ciò non toglie però, che l’olio di eccellenza per la popolazione italiana, a mio parere, resta sempre quello Extra Vergine di Oliva, terrei in considerazione l’olio di Cocco come valida alternativa nella preparazione di dolci o pietanze dal sapore esotico.


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gennaio 19, 2018by admin0

Personalmente, amo la colazione, e spesso mi piace coccolarmi con qualche dolce fatto in casa, che si possa mangiare anche a merenda!

Oggi vi propongo un dolce con la zucca, quel che vi occorre è:

300g di Zucca (peso crudo)

3 Uova

180g di farina integrale

100g di farina di mandorle

20g di cocco rapè

1 bustina di lievito

Olio di cocco 80g

4 Cucchiai di miele

Uvetta disidratata 50g

Scorza di un limone Bio

 

Tagliare la zucca e cuocerla in forno fino a che non si sarà ammorbidita.

A questo punto, frullarla ed unire tutti gli altri ingredienti nel mixer,ad esclusione dell’uvetta che, aggiungeremo in un secondo momento, dopo averla rinvenuta in un bicchiere di acqua.

Versare quindi il composto in una teglia e cuocere a 180° per circa 40 minuti. Ne verranno fuori 8/10 porzioni.

 

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gennaio 15, 2018by admin0

Il Carciofo o Cynara Scolymus L. rientra nella famiglia delle Asteraceae o Compositae.

Sembra che il nome sia dovuto alla consuetudine di concimare questa pianta con la cenere ” a cinere ” (Columella II d.C).  Era apprezzato già ai tempi dei greci e dei romani, e nel Medioevo era usato come afrodisiaco. La coltivazione è principalmente di Italia, Spagna e Francia, che coprono l’80% della produzione mondiale.

Si può consumare crudo e cotto, ovviamente dopo opportuna pulizia, ossia dopo aver rimosso le foglie più coriacee e l’interno,il fieno. Si  può mangiare cotto in diversi modi: al vapore, in padella, al forno.

Come tutti gli ortaggi, contiene un ottima fonte di fibre, ma anche di potassio, sodio, Vitamina C,rame,ferro e fosforo.

Il carciofo è utilizzato anche nella medicina naturale, in particolare per la sua funzione coleretica e depurativa, antidislipidemica.

Infatti, l’estratto acquoso di foglie di Carciofo, determina un’inibizione del 20% dell’attività dell’idrossimetilglutaril-CoA redattasi, enzima limitante la sintesi del colesterolo endogeno (Farmaci Vegetali, Campagna P.). 

Per uso terapeutico si utilizzano principalmente le foglie, sia sotto forma di Tintura Madre che di Estratto Secco, ma se ne può fare anche un decotto!

La stagionalità dei carciofi va da fine Novembre, inizio Dicembre, fino alla primavera

 


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