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Gennaio 22, 2018by admin0

Capperi!O per meglio dire, Capparis spinosa, facente parte della famiglia delle Capparaceae.

I capperi sono consumati fin dall’antichità, se ne parla nell’Antico Testamento, ed i romani li usavano per le salse di pesce.

La coltivazione è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, se ne mangiano appunto i boccioli, che devono essere raccolti prima della schiusura.

Si possono acquistare sott’aceto, in salamoia o sotto sale e si utilizzano in diverse preparazioni, spesso ad accompagnare un piatto di pesce o meglio ancora con olive e cipolle, tipico sapore mediterraneo. Insieme ad olive e filetti di acciughe, si compone una salsa provenzale, la Tapenade.

Per quel che riguarda l’utilizzo terapeutico, sono state attribuite proprietà diuretiche e protettive dei vasi sanguigni. Gli ultimi studi attribuiscono ai capperi, una vasta gamma di attività biologiche: antiossidante, antinfiammatori, antitumorali, antimicrobiche e antidiabetiche. In un recente studio,sono stati approfonditi gli effetti benefici degli estratti di C .Spinosa sul diabete. Diversi studi hanno mostrato l’attività anti-iperglicemica e ipolipemizzante. I meccanismi che lo consentono, comprendono la riduzione dell’assorbimento di carboidrati dall’intestino tenue, l’inibizione della gluconeogenesi nel fegato, l’aumento dell’assorbimento di glucosio da parte dei tessuti e la protezione / rigenerazione delle cellule beta. Questa pianta migliora anche i disturbi cardiovascolari, il danno epatico e la nefropatia (in modelli animali) del diabete, che sono attribuiti alle sue sostanze fitochimica antiossidanti,ossia i composti fenolici, i flavonoidi, i carotenoidi, tocoferoli e terpeni (Vahid H, et al. Bionde Pharmacother, 2017).

Insomma, non solo ottimi per insaporire le pietanze estive, ma anche molto promettenti in ambito terapeutico!

 

 


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Gennaio 20, 2018by admin0

Il cocco. Per me un amore da sempre, non esisteva gelato da bambina che non avesse almeno una pallina di cocco.. o di dolce con farina di cocco. Il vintagissimo gelato dell’Antica Gelateria nella mezza noce a fine pasto al ristorante ( così anni 90! );Il primo viaggio ai Caraibi, che aveva tra i tanti scopi, quello di bere da una noce di cocco appena raccolta.
Dopo l’amore per il gusto, l’aspetto puramente edonistico, ne ho scoperto le proprietà.
Composto per la metà di acqua, contiene potassio, zinco, ferro, rame, fosforo ed altri minerali.
Ovviamente, si, contiene anche una buona quantità di grassi, all’incirca 35g per 100g di prodotto; questi grassi, sono acidi grassi a catena media (MCT), ossia, acidi grassi contenenti 6-12 atomi di carbonio. Nel cocco in particolare, è contenuto Acido Laurico, che essendo appunto a media catena, subisce un processo di digestione diverso rispetto agli acidi grassi a lunga catena ( ossia con più atomi di carbonio ), infatti non richiede l’azione emulsionante dei sali biliari, viene assorbito ed idrolizzato direttamente dalla mucosa intestinale. Questi acidi grassi inoltre, sembrano avere un azione antimicrobica poiché agiscono da inibitori della crescita batterica.

Cocco

Dal cocco si ricavano diversi prodotti alimentari, innanzitutto è bene distinguere tra acqua di cocco e latte di cocco: la prima è un liquido che si trova nella noce; il secondo si ottiene invece dal trattamento della polpa,che viene spremuta, addizionata di acqua e filtrata. L’olio si ottiene invece spremendo la polpa essiccata, questo viene utilizzato sia in cucina ( ottimo per preparare il pollo al curry!) o in cosmesi,personalmente l’ho utilizzato per struccarmi ed oltre ad avere un profumo fantastico, fa egregiamente il suo dovere!
In un piano alimentare, mi piace inserirlo come snack, per il suo alto potere saziante: che sia un pezzetto di cocco fresco, o come ingrediente di qualche ricetta, accompagnato ad uno Yogurt bianco, o uno yogurt fatto esclusivamente di latte di cocco (buonissimo!). Il cocco ha la capacità di abbassare i livelli di colesterolo LDL e i trigliceridi nel sangue, alza i livelli di HDL (il così detto colesterolo buono), migliora quindi il profilo lipidico; inoltre è ricco di polifenoli antiossidanti
Uno studio su dei topi da laboratorio, ha messo a confronto una dieta ricca di grassi e carboidrati, una ricca di carboidrati e di olio di cocco vergine per 16 settimane. Alla fine di queste, i ratti alimentati con olio di cocco, avevano perso peso, diminuito i livelli di glicemia e quelli di pressione arteriosa ( Panchal SK, Carnahan S, Brown L ). Ciò non toglie però, che l’olio di eccellenza per la popolazione italiana, a mio parere, resta sempre quello Extra Vergine di Oliva, terrei in considerazione l’olio di Cocco come valida alternativa nella preparazione di dolci o pietanze dal sapore esotico.


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Gennaio 19, 2018by admin0

Personalmente, amo la colazione, e spesso mi piace coccolarmi con qualche dolce fatto in casa, che si possa mangiare anche a merenda!

Oggi vi propongo un dolce con la zucca, quel che vi occorre è:

300g di Zucca (peso crudo)

3 Uova

180g di farina integrale

100g di farina di mandorle

20g di cocco rapè

1 bustina di lievito

Olio di cocco 80g

4 Cucchiai di miele

Uvetta disidratata 50g

Scorza di un limone Bio

 

Tagliare la zucca e cuocerla in forno fino a che non si sarà ammorbidita.

A questo punto, frullarla ed unire tutti gli altri ingredienti nel mixer,ad esclusione dell’uvetta che, aggiungeremo in un secondo momento, dopo averla rinvenuta in un bicchiere di acqua.

Versare quindi il composto in una teglia e cuocere a 180° per circa 40 minuti. Ne verranno fuori 8/10 porzioni.

 

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Gennaio 15, 2018by admin0

Il Carciofo o Cynara Scolymus L. rientra nella famiglia delle Asteraceae o Compositae.

Sembra che il nome sia dovuto alla consuetudine di concimare questa pianta con la cenere ” a cinere ” (Columella II d.C).  Era apprezzato già ai tempi dei greci e dei romani, e nel Medioevo era usato come afrodisiaco. La coltivazione è principalmente di Italia, Spagna e Francia, che coprono l’80% della produzione mondiale.

Si può consumare crudo e cotto, ovviamente dopo opportuna pulizia, ossia dopo aver rimosso le foglie più coriacee e l’interno,il fieno. Si  può mangiare cotto in diversi modi: al vapore, in padella, al forno.

Come tutti gli ortaggi, contiene un ottima fonte di fibre, ma anche di potassio, sodio, Vitamina C,rame,ferro e fosforo.

Il carciofo è utilizzato anche nella medicina naturale, in particolare per la sua funzione coleretica e depurativa, antidislipidemica.

Infatti, l’estratto acquoso di foglie di Carciofo, determina un’inibizione del 20% dell’attività dell’idrossimetilglutaril-CoA redattasi, enzima limitante la sintesi del colesterolo endogeno (Farmaci Vegetali, Campagna P.). 

Per uso terapeutico si utilizzano principalmente le foglie, sia sotto forma di Tintura Madre che di Estratto Secco, ma se ne può fare anche un decotto!

La stagionalità dei carciofi va da fine Novembre, inizio Dicembre, fino alla primavera

 


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Gennaio 12, 2018by admin0

La rapa rossa, non solo per insalate o per accompagnare carni.. oggi vi presento una sua versione dolce!

Ingredienti:

300g di Rape rosse cotte

4 uova

110g di Farina integrale

70g di Farina di mandorle

20g di Cacao amaro in polvere

70g di Miele

1 bustina di lievito per dolci

50g di Olio di Mais Biologico oppure Olio di Cocco

20g di fave di cacao (facoltative)

 

In un mixer, tritare le rape rosse insieme al miele e alle uova, ottenendo una crema di un bellissimo colore acceso!

Aggiungere le farine e il cacao al composto, il lievito e l’olio di mais.

Fuori dal mixer, unire le fave di cacao. A questo punto versare il composto nei pirottini ed infornare a 180° per circa 20-25 minuti.

Dolcetti alla rapa rossa

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Gennaio 10, 2018by admin0

L’etichetta alimentare è definita come:

Qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna tale imballaggio o contenitore.”

(Art. 1 Reg. 1169/2011)

Le etichette degli alimenti, possono dirci molte cose.

La scelta di un tipo di pane rispetto ad un altro, di un tipo di cereale o altro, può essere determinata dal confronto delle etichette di questi prodotti.

A volte si butta nel carrello tutto ciò che capita, basterebbe invece spendere qualche secondo in più al retro della confezione per poter fare la scelta migliore.

Dal punto di vista della legislazione, l’etichettatura segue Il Regolamento (UE) 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, così da tutelare la salute del consumatore e di fornire un’informazione chiara.

Le indicazioni obbligatorie sono:

Denominazione dell’alimento

Ossia il nome dell’alimento, la sua descrizione (biscotto, cacao , salmone..) accompagnato dalla descrizione dello stato fisico in cui si trova o dei trattamenti che ha subito (in polvere, affumicato..)

Elenco degli ingredienti

Cioè l’elenco di tutto ciò che compone il prodotto.

L’elenco riporta tutti gli ingredienti in ordine decrescente: al primo posto avremo l’ingrediente principale, andando poi a diminuire lungo l’elenco. In questa fase, prestare attenzione alla presenza di allergeni per i soggetti allergici.

Durabilità del prodotto

Data di scadenza: rappresenta il limite oltre il quale il prodotto non deve essere consumato.

Termine minimo di conservazione (TMC): indica che il prodotto oltre la data riportata, può aver modificato alcune delle caratteristiche organolettiche,ma può comunque essere consumato.

Condizioni di conservazione ed uso

Sono indicazioni che ci consentono di mantenere al meglio l’alimento o di sfruttarne al meglio le sue qualità.

Paese di origine e luogo di provenienza

Andate più a fondo rispetto all’immagine che vi viene presentata, può succedere che la reale provenienza sia diversa da quel che la presentazione faccia credere.

Dichiarazione nutrizionale

Non fermatevi solo alla voce “calorie”, cercate di capire anche se e quanti zuccheri, grassi saturi, sale contiene l’alimento, cercando di capire i valori nutritivi.

Un prodotto può definirsi per legge “a basso contenuto di zuccheri” se contiene non più di 5 g di zuccheri per 100 g per i solidi o 2,5 g di zuccheri per 100 ml per i liquidi. O “senza zuccheri aggiunti”, se il prodotto non contiene zuccheri o ogni altro prodotto utilizzato per le sue proprietà dolcificanti . Se l’alimento li contiene naturalmente si deve riportare sull’etichetta: “contiene naturalmente zuccheri”.

Inoltre, può definirsi “ad alto contenuto di fibre” se contiene almeno 6g di fibre su 100g, o almeno 3g di fibre per 100 kcal.

In conclusione, posso dirvi che: a volte gli zuccheri sono nascosti (zucchero, sciroppo di glucosio, miele, destrosio, sciroppo d’agave, fruttosio) ed anche i grassi (margarina, olio di mais, burro, strutto).

Meno ingredienti sono presenti, migliore è la qualità del prodotto.

Minore è il numero degli ingredienti che compaiono maggiore è la qualità del prodotto

Non lasciatevi ingannare dal packaging: andate sempre a fondo!

Più informazioni sono sinonimo di maggior garanzie sulla qualità del prodotto.

Gli ingredienti di qualità sono sempre messi in risalto,se un alimento utilizza olio di oliva invece che di palma, è certamente una caratteristica che il produttore vorrà mettere in risalto.

Fate la spesa.. Consapevolmente!

Lots of Nutrition facts

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Gennaio 7, 2018by admin

Il Ribes Nigrum o Ribes nero, o uva spina nera, è una pianta della famiglia delle Saxifragacae; tipica pianta spontanea del nord e del centro Europa ma anche dell’Asia settentrionale.

L’etimologia probabilmente deriva dalla parola araba “Ribus” ossia “pianta dai frutti aciduli”; veniva usato in prevenzione nelle epidemie di peste nel diciassettesimo e diciottesimo secolo.

Il frutto è utilizzato,in particolare in Francia, in Borgogna,per la preparazione di un liquore : Cassis.

Quel che viene utilizzato maggiormente, è il macerato glicerico, per cui vengono quindi utilizzate le gemme, ricche di derivati fenolici e vitamina C.

Per la sua azione, si definisce un Cortison-like, ed è di aiuto quindi negli stati infiammatori. Ha inoltre un azione immunostimolante, diuretica e vasoprotettrice.

Nelle allergie stagionali, è un valido alleato nella prevenzioni di manifestazioni allergiche come riniti, oculoriniti e nell’asma bronchiale, in associazione con Viburnum Lantana MG.

Dose e somministrazioni ovviamente si valutano in base alle proprie necessità.

 

 


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Gennaio 7, 2018by admin

2 Weetabix

Latte qb

Formaggio Quark 150g

1 Cucchiaio di miele

Fragole

Farina di cocco

Vaniglia in polvere

 

Sbriciolare i weetabix in una ciotola ed aggiungere del latte per amalgamare. Versare poi il composto in un un coppapasta.

Amalgamare il formaggio quark con il miele e la vaniglia.

In una padella antiaderente, mettere le fragole con un goccio di acqua e lasciar cuocere a fuoco basso finché non si avrà un composto omogeneo.

A questo punto, aggiungere il formaggio nel coppapasta, ricoprire con il composto di fragole e spolverare con la farina di cocco.

Guarnire con fragole fresche e.. Buona Colazione!

cheesecake

 


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Gennaio 7, 2018by admin

Ingredienti:

Ceci lessati 350g

Pomodori secchi 45g

Aglio fresco

Erbe aromatiche: prezzemolo,origano,basilico

Olio EVO

Curcuma

Riso Basmat

Polpettine di ceci

Mettere a bagno i pomodori secchi, una volta rinvenuti, scolarli ed unirli ai ceci cotti.

In un mixer frullare il tutto aggiungendo dell’aglio ed erbe aromatiche a piacere, aggiungere dell’olio per migliorare la consistenza. Formare delle palline e disporle su una teglia da forno.

Cuocere il riso basmati aggiungendo se gradito, un cucchiaino di curcuma in cottura.

Con l’aiuto di un coppapasta, dare forma al riso e servire insieme alle polpettine.

Insieme ad una porzione di verdure, avremo pronto il nostro piatto unico!


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