I bambini e il cibo – Paola Medde

ottobre 8, 2018by admin0
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Mi sono imbattuta in questo libro per caso nella meravigliosa libreria di FICO a Bologna.  Conoscevo già l’autrice, avevo avuto modo di ascoltarla in diversi convegni, in qualità di  presidente dell’ENPAP.

L’argomento “bambini a tavola” è sempre molto delicato, ci preoccupiamo, ci inventiamo formule magiche per farli mangiare.. L’autrice ci spiega come il più delle volte, è una questione di “prospettiva”, e che, esaminando la situazione, la soluzione è sotto ai nostri occhi e più semplice di quel che si pensi.

“Il comportamento alimentare è un comportamento complesso fatto di influenze sociali, condizionamenti ambientali, processi di apprendimento e abitudini automatiche. Non si tratta solo di fattori biologici.”

Non si tratta soltanto di ciò che viene messo in tavola, anzi, il punto centrale è soprattutto come il cibo viene proposto e in quale atmosfera. Sembrerà banale, ma il pasto deve essere consumato in assoluta tranquillità. Un conto è avere le informazioni nutrizionali, un altro, applicarle.

Uno degli errori che compiamo, è quello di mangiare non per bisogni nutritivi, ma per motivazioni differenti. “Siete fissati con i cibi sani ed eccessivamente preoccupati se i vostri figli non li mangiano quotidianamente? Potreste, senza volerlo, essere responsabili di averli abituati ad un rapporto poco equilibrato con il cibo. Siete sicuri di aver educato i vostri figli a smettere di mangiare quando sono sazi? Siete stati attenti a non dare il cibo come premio?”

Si lo so, lo abbiamo fatto tutti e subito tutti, ma rendendoci consapevoli di questo, possiamo almeno provare ad agire diversamente.

Quante mamme sono preoccupate che i bambini non mangiano abbastanza? Possono esserci migliaia di motivazioni, ma tra queste possono esserci: le porzioni eccessive rispetto al peso e all’età del bambino, snack eccessivi nei fuori pasto, un’idea “sbagliata” di quel che per noi è “poco”  per il bambino non lo è.

Quando invece il bambino mangia “troppo”, si consiglia di non focalizzare troppo l’attenzione sul peso o sulla dieta, l’eccessivo introito di cibo può essere figlio di abitudini familiari o l’espressione di un disagio già profondo. Non etichettate vostro figlio/a come un mangione, se ne convincerà lui stesso a forza di sentirselo ripetere.

Viene inoltre riportato uno studio in cui dei bambini lasciati liberi di scegliere cosa e quanto mangiare, sono in grado di regolare in maniera equilibrata la quantità di cibo giornaliera.

Quante volte poi, sentiamo dire “il bambino non mangia le verdure, mangia sempre le stesse cose”? Anche qui, possiamo essere noi stessi a proporre inconsapevolmente sempre gli stessi alimenti, fosse anche solo per il piacere ed il desiderio di veder mangiare il bambino a tutti i costi. Un cibo nuovo è qualcosa che va conosciuto piano piano, si dice che prima di accettarlo, sia necessario proporlo dalle cinque alle dieci volte con una frequenza settimanale di uno o due tentativi.

Insomma, questa è solo una panoramica di ciò che troverete in questo piccolo ed esplicativo libricino!

 


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